Il cambiamento climatico
Il termine clima indica l'andamento medio delle condizioni meteorologiche rilevate in una determinata area in un periodo di tempo prolungato. Il clima subisce cambiamenti dovuti a cause naturali, ad esempio mutamenti della radiazione solare, eruzioni vulcaniche e via dicendo. Tuttavia, dal secolo scorso, le cause naturali possono spiegare i cambiamenti climatici solo in parte. Infatti, la maggior parte degli scienziati, a partire dall'IPCC, l'Intergovernamental Panel on Climate Change, concorda sul fatto che ci sia una chiara influenza umana sul clima. L'uomo attraverso le sue attività produttive, emette un'elevata quantità di gas ad effetto serra, in particolare anidride carbonica, metano e protossido di azoto, che sono responsabili del riscaldamento globale perché intrappolano il calore nell'atmosfera. Ciò ci sta portando verso un aumento della temperatura globale quantificabile tra 1,8 e 4 gradi centigradi entro il prossimo secolo. Il cambiamento climatico più rapido negli ultimi diecimila anni.
Fino ad oggi sono stati rilevati degli effetti quali:
- un riscaldamento globale medio di 0,74ºC negli ultimi 100 anni;
- l'innalzamento del livello del mare tra i 10 e i 20 centimetri;
- l'inasprimento delle precipitazioni nell'emisfero Nord con una parallela diminuzione nelle zone Nord e zone Ovest della regione africana e in parte dell'area mediterranea;
- una maggiore siccità estiva accompagnata spesso da eventi atmosferici estremi quali violente inondazioni, uragani, ecc.;
- l'assottigliamento e l'arretramento dei ghiacci del Polo Nord.
Perciò i cambiamenti climatici rappresentano una delle maggiori sfide ambientali che l'umanità abbia mai affrontato a livello internazionale. Tuttavia, impegni vincolanti per contrastare il cambiamento climatico sono stati presi solo con la sottoscrizione del Protocollo di Kyoto nel 1997. Il Protocollo di Kyoto impegna i Paesi industrializzati e quelli ad economia in transizione (compresi nell’Annex I) a ridurre nel periodo 2008-2012 complessivamente del 5,2% le principali emissioni prodotte dalle attività umane di gas a effetto serra rispetto alle emissioni del 1990. Per i Paesi in via di sviluppo, invece, non prevede alcun vincolo di riduzione, in modo da non ostacolarne il loro sviluppo socio-economico. Il Protocollo è diventato operativo il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica della Russia, grazie alla quale si è raggiunto il numero necessario di almeno 55 Paesi dell’Annex I rappresentative di almeno il 55% delle emissioni totali.
Il Protocollo di Kyoto stabilisce obiettivi differenziati per i Paesi aderenti. L’Italia ha un obiettivo di riduzione delle emissioni del 6,5%.
